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ULTIME NOTIZIE SULL'AIAS: |
L’AIAS AVVERSA E CONTRASTA LA LISTA “ VALORI E FUTURO “CON LA CANDIDATURA DI EMANUELE FILIBERTO DI SAVOIA |
Presso il Circolo della Stampa di Milano il principe Emanuele Filiberto di Savoia ha presentato la lista “Valori e Futuro” insieme alla sua personale candidatura alla Camera dei Deputati. L’iniziativa non ha sorpreso l’AIAS poiché, ancora una volta, il rampollo di casa Savoia non ha smesso i panni dell’insolenza a cui ormai tutti gli italiani si sono purtroppo abituati. Insieme a suo padre aveva supplicato il popolo italiano di mobilitarsi per la modifica costituzionale onde permettere alla sua famiglia di rientrare legalmente in Italia, garantendo peraltro che nessuno di loro avrebbe osato accampare pretese di alcun genere, nè reclamare danni per l’esilio e si assicurò che mai avrebbero con ciò pensato di fare politica. Tutte le buone intenzioni già così manifestate sono state poi soppiantate dai noti comportamenti, da conclamate pretese risarcitorie di un danno immaginario e persino quantificato in 260 milioni di euro ed infine da iniziative che vedono il principe competere in prima persona con una lista intitolata “Valori e Futuro”.
I “Valori”, sarebbero forse quelli che hanno caratterizzato le iniziative dei suoi avi sino a suo padre: partendo dalla legge Pica del 15 agosto 1863, che nel solo circondario napoletano, in pochi mesi di attuazione, causò ben 8968 fucilati, tra cui spiccavano 64 sacerdoti e 22 frati; 10664 feriti, rimasti da ciò invalidi per il resto delle loro vite; 918 abitazioni date al fuoco; 7112 prigionieri; sei paesi bruciati interamente e rasi al suolo; la perquisizione di ben 2905 nuclei familiari; 12 chiese saccheggiate; 1428 comuni sotto assedio. L’elenco non si ferma qui, poichè le malefatte dei Savoia riguardano non solo il napoletano bensì tutta la penisola, dalle malefatte in Campania alla cessione di Nizza alla Francia, i danni provocati alla Sardegna, alla Basilicata col brigantaggio e al comune che ancora porta l’imposto nome di Savoia in Lucania, alla Liguria ed a Genova. Né possono essere dimenticate le deportazioni in massa dei 50.000 che non si presentarono alla chiamata alle armi del 1860 ( quasi tutti analfabeti e cogniti unicamente della mancanza dell’obbligatorietà al servizio militare del vecchio regno ) esseri umani che prima si tentò di trasferire in Patagonia e nel Portogallo, ma per il rifiuto opposto dai rispettivi governi contro l’inciviltà savoiarda, furono forzatamente insediati negli invivibili campi di concentramento di Fenestrelle, San Maurizio Canavese, Alessandria, S.Benigno, Milano, Bergamo, Savona, Parma, Modena, Bologna, Ascoli Piceno e molti altri luoghi sul suolo italico, dove morirono di fame, di malattie e di stenti oltre 40.000 malcapitati di ogni età. A Fenestrelle, per esempio, località sulle pendici del Monte Bianco, situata alla sommità di ben 4000 gradini, i deportati, costretti con palla al piede di 16 chili, vivevano stretti fianco a fianco, sacerdoti, assassini, giovani e vecchi, miseri popolani ed uomini di cultura, senza una coperta, senza luce, vennero smontati i vetri e gli infissi “per rieducare i segregati”, la maggiora parte dei quali, senza alcuna accusa, veniva depredata di tutti i proprii beni. La morte costituiva la sola liberazione, mentre i loro corpi venivano sciolti nella calce viva collocata in una grande vasca situata sul retro della chiesetta che sorgeva all’interno del forte. Ben oltre 40.000 morti senza onori, senza lapidi, senza tombe e senza ricordo. Né possono essere dimenticati i danni cagionati a tutto il popolo italiano e gli incalcolabili lutti derivati dalla partecipazione al primo conflitto mondiale ( 650.000 morti ), dalle decimazioni ordinate dal Gen. Cadorna ( almeno 30,000), dall’attuazione delle leggi razziali del 1938, dai numerosi eccidi patiti con al primo posto le vittime delle Fosse Ardeatine, dall’entrata in guerra nel secondo conflitto mondiale, conclusosi con la codarda fuga della famiglia sabauda.
Il “Futuro”: forse le vere finalità di Emanuele Filiberto, che si è dichiarato convinto di farcela con almeno 100.000 voti, ma che in caso di successo, probabilmente cosciente di contare poco come parlamentare, saranno quelle proprie del vantaggio di puntare sulle gratificazioni e remunerazioni che competono alla casta, ma ancor più su un probabile, ingente gruzzolo di contributo elettorale.
L’AIAS contrasterà tale programma con una corretta informazione, ripercorrendo tutte le fasi che hanno caratterizzato in negativo la vita della dinastia Savoia e, soprattutto, le attività degli utlimi discendenti.
Roma lì, 13/03/2008 |
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L'intervento dell'A.I.A.S. a Mi Manda Raitre
Trasmissione del 14 dicembre 2007 ore 21.00
Le reazioni degli italiani alla richiesta risarcitoria dei Savoia al nostro paese
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GLI AUGURI DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANI ANTI SAVOIA
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| abbiamo fatto appena in tempo a costituire il direttivo dell’aias per attribuirgli l’anno di nascita 2007, e ora mancano pochi giorni all’inizio del 2008 che sara’ caratterizzato dalla riscossa degli intaliani per avversare le assurde pretese dei due savoia.
l’euforia delle festivita’ per le quali formuliamo voti augurali a tutti gli italiani benpensanti diverra’ lo stimolo per far partire subito gia’ dall’inizio del nuovo anno ogni possibile iniziativa per fermare le pretese che dovessero essere avanzate dai poco regali eredi.
contesteremo ogni loro richiesta allo stato e chiederemo in via riconvenzionale il risarcimento dei danni subiti e patiti da tutti gli italiani in conseguenze del primo e del secondo conflitto bellico, oltre che per la ratifica delle leggi razziali, causa dell’olocausto degli ebrei, eventi nefasti per alcuni milioni di cittadini.
tutti possono aderire alla nostra associazione senza costi fissi per segnalarci i danni subiti per la perdita di famigliari e patrimoni.
sono invece graditi piccoli e grandi contributi volontari, rapportati alle vostre possibilita’, da inviare a mezzo vaglia postale a:
Italiani Anti Savoia via Gregorio VII n. 466 – 00165 ROMA
Roma lì, 21/12/2007 |
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RICHIESTA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI L'AUDIZIONE PER LA MODIFICA DELL'ART. 53 BIS DELLA LEGGE FINANZIARIA SULLE CLASS ACTION |
Il Prof. Francesco Petrino, presidente dell’Associazione Italiani Anti Savoia, in data odierna ha trasmesso al Presidente della Camera On. Bertinotti e al Presidente della Commissione Affari Costituzionali On. Violante la richiesta di modifica dell’art. 53 bis della legge Finanziaria approvata dal Senato, al fine di integrare il comma 1 con un paragrafo che estenda analoghe azioni per la tutela di diritti ed interessi collettivi a qualificate associazioni di cittadini, enti morali, fondazioni ed onlus che rappresentino non meno di 10.000 aderenti e che ritenessero di particolare discredito, generale disdoro, grave danno, ovvero grandemente lesivi per l’immagine della nazione e per la sensibilità del popolo italiano, comportamenti ed attività, da chiunque posti in essere, meritevoli di censura e contrasto.
Richiesta, formulata per le finalità che si prefigge di perseguire la neonata associazione, allo stato già supportata da decine di migliaia di consensi rilevati sui blog spontanei apertisi dopo la conferenza stampa del 6 dicembre.
Contestualmente ha richiesta una speciale audizione insieme al Prof. Avv. Mauro Rufini e al dott. Lorenzo Del Boca consulente storico dell’AIAS, finalizzata ad esporre le motivazioni storiche e le disdicevoli vicende recenti di cui si sono resi protagonisti gli eredi maschi di Casa Savoia in danno del popolo italiano, stante altresì la spada di Damocle delle loro assurde pretese puntata contro lo Stato.
Roma,11 dicembre 2007 |
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LA RINUNCIA DEI SAVOIA ALLE INIZIATIVE RISARCITORIE NON E' UNA COINCIDENZA |
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Già preannunciata in un critico articolo pubblicato la scorsa settimana da un noto settimanale la costituzione del Comitato presieduto da Francesco Petrino per l'attuazione di una class action contro i maschi di Casa Savoia, insieme alla diffusione del comunicato stampa di ieri che preannunciava la presentazione dell'A.I.A.S., la notizia ha già sortito l'incredibile risultato della dichiarazione di Emanuele Filiberto al quotidiano “Libero” di rinunciare a qualsivoglia azione e rivendicazione nei confronti dello Stato Italiano. Ripensamento però che non fermerà le iniziative già programmate dalla neonata A.I.A.S, che, preceduta da intimidazioni e minacce anonime al suo presidente, oggi si è presentata nel corso della conferenza stampa tenutasi a Roma presso la sede della Stampa Estera. L'A.I.A.S. (Associazione Italiani Anti Savoia) presieduta da Francesco Petrino - docente di diritto bancario e sovranità monetaria oltre che presidente dello SNARP (Sindacato Nazionale Antiusura e Tutela Consumatori)- ha confermato che la sua finalità principale è quella di contrastare le pretese risarcitorie degli eredi Savoia nei confronti dell'Italia e viceversa per conseguire l'indennizzo dei danni arrecati agli italiani da parte della dinastia Savoia e dalle colpose omissioni avvenute nel corso del XVIII e del XIX secolo. Difatti non possono rimanere ancora impuniti i danni cagionati al popolo italiano e gli incalcolabili lutti derivati dalle stragi durante la “liberazione del Sud Italia” dopo il 1860, dalla partecipazione al primo Conflitto mondiale, dalle decimazioni ordinate dai generali contro i propri soldati, dall'attuazione delle leggi razziali e dall'entrata nel secondo conflitto bellico, conclusasi con la codarda fuga della famiglia sabauda. Ha altresì preannunciato tra le imminenti iniziative, quella di richiedere una tempestiva audizione alla Commissione Giustizia alla Camera per proporre una opportuna integrazione all'Art. 140 bis sulle azioni collettive risarcitorie della nascente Legge che istituisce la Class Action, al fine di consentire oltre che la tutela degli interessi dei consumatori, anche quella dei cittadini quando lesi nei propri diritti, come nel caso di specie.
L'A.I.A.S. pertanto si prefigge una campagna di informazione e sensibilizzazione rivolta a tutti gli italiani per renderli coscienti dei propri diritti, anchecol ricorso a proposte di iniziative popolari per l'abrogazione della norma transitoria, atte a “rispedire” in esilio e respingere ogni dissennata pretesa degli eredi maschi Savoia che continuano ad impressionare e preoccupare con le loro altalenanti provocazioni così confermandosi protagonisti della peggiore agiografia favolistica.
Alla conferenza ha partecipato anche il presidente dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti, Lorenzo Del Boca, il quale ha spiegato che la storia non si fa con le sentenze dei Tribunali ma “se i Savoia vogliono monetizzare la storia stessa, allora anche gli italiani hanno diritto di quantificare le loro sofferenze e chiedere un risarcimento agli eredi della dinastia che ha regnato in Italia sino al 1946”.
Nel parterre erano presenti anche Alessandro Romano, per i NeoBorbonici, legittimisti meridionali intervenuti con una folta rappresentanza che reggeva il proprio vessillo, per dare la propria adesione alle attività dell'A.I.A.S.
Come riferito dal titolo, non può essersi trattato di una coincidenza la dichiarazione di oggi rilasciata da Emanuele Filiberto a Libero, poiché preceduta da tre evidenze, la prima, che il settimanale dei gossip ha diffuso la notizia negli utlimi sette giorni, la seconda, che la giornalista che lo ha intervistato era in possesso del comunicato stampa dell’AIAS, e la terxa che i Savoia avrebbero richiesto alla Stampa Estera di potere tenere una condfernenza stampa nella mattinata di ieri.
Roma, 06/12/2007 |
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Intervista del Presidente A.I.A.S. su Radio Due
Trasmissione Caterpillar 6 dicembre 2007 ore 19.00
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INVITO ALLA CONFERENZA STAMPA DI COSTITUZIONE A.I.A.S. DEL 06 DICEMBRE 2007 |
in Roma, presso la Sala Stampa Estera di via dell’Umiltà n. 83/c
avrà luogo la Conferenza Stampa di presentazione dell’AIAS
Associazione Italiani Anti Savoia,
costituita per la finalità di attuare ogni iniziativa consentita dal nostro Ordinamento Legislativo e da quello Comunitario per contrastare le pretese risarcitorie degli eredi Savoia e viceversa per conseguire l’indennizzo dei danni arrecati agli italiani dalle colpose omissioni nel corso del diciannovesimo secolo e dalle disastrose iniziative degli ultimi Savoia.
Non possono rimanere ancora impuniti i danni cagionati al popolo italiano e gli incalcolabili lutti derivati dalla partecipazione al primo conflitto mondiale, dalle decimazioni ordinate dal Gen. Cadorna, dall’attuazione delle leggi razziali e dall’entrata nel secondo conflitto bellico, conclusosi con la codarda fuga della famiglia sabauda.
Nel corso della Conferenza che sarà tenuta dal Presidente Prof. Francesco Petrino e dal suo Vice, Prof. Avv. Mauro Rufini, con la partecipazione del Consulente Storico Dott. Lorenzo del Boca, presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, sarà presentato il direttivo dell’AIAS e saranno esplicitate le attività da attuarsi nel breve periodo per la diffusione dell’Associazione, l’apertura di sedi sul territorio, l’organizzazione della raccolta di adesioni via web alla proposta di iniziativa popolare per l’abrogazione della norma che ha consentito il rientro in Italia degli eredi maschi dei Savoia e infine per insediare una commissione di studio per l’esame di ogni possibile azione giudiziaria da intraprendersi nei confronti di questi ultimi.
Roma, 04/12/2007 |
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